30 ottobre 2023

Progetti per milioni ad aziende indagate per reati ambientali

Lorenzo Buzzoni || ""
Lorenzo Buzzoni
Manuel Rico || ""
Manuel Rico
Dal 2014 il programma Horizon ha finanziato 95 progetti legati alle materie prime critiche. Investigate Europe ha scoperto che, tramite Horizon, hanno ricevuto milioni di euro diverse compagnie accusate di reati ecologici, così come altre legate a oligarchi russi, un’azienda di proprietà statale cinese e un’altra ancora con sede in un paradiso fiscale caraibico.
Un anno di carcere e 293.000 euro di risarcimento. Questa la sentenza emessa nel 2016 dal tribunale di Siviglia nei confronti di tre dirigenti della società mineraria Cobre Las Cruces, accusati di aver contaminato di arsenico la falda acquifera nei pressi di una miniera di rame. 

Nonostante ciò, sei mesi prima della condanna, Cobre Las Cruces aveva iniziato a coordinare il progetto Intmet volto a "massimizzare il rendimento del recupero del metallo e a ridurre al minimo il consumo di energia e l'impronta ambientale”. 

Intmet è solo uno dei sette progetti finanziati dall’UE a cui ha partecipato la società spagnola, intascando 5,53 milioni di euro di fondi pubblici. 

Investigate Europe ha analizzato migliaia di progetti finanziati dall’UE nell’ambito del programma di ricerca e innovazione Horizon e ha contato 95 progetti legati alle materie prime critiche dal 2014 a oggi per un valore di 667 milioni di euro. A guidare la classifica dei finanziamenti ci sono entità tedesche e spagnole, con oltre 100 milioni di euro ricevuti a testa. Circa 29 milioni di euro sono stati destinati ad aziende private, università e centri di ricerca italiani. 
La Commissione europea non finanzia direttamente le miniere, la loro costruzione o l'esplorazione per nuovi giacimenti, e i fondi Horizon mirano a supportare la transizione ecologica, spaziando tra vari campi, come lo sviluppo di robot per l'estrazione di giacimenti di difficile accesso, il riciclo delle batterie o il miglioramento dell'"accettazione sociale” dell'attività mineraria in Europa. 

Il finanziamento di Horizon riflette il crescente interesse dell’UE per le materie prime critiche.


Dei 667 milioni di euro stanziati per i progetti tra il 2014 e il 2023, oltre 300 milioni di euro sono stati infatti assegnati negli ultimi due anni e mezzo.
Tra i 1.043 beneficiari destinatari dei fondi Horizon per le materie prime critiche, IE ha scoperto che più di una decina di aziende sono state responsabili di illeciti ambientali. 

È il caso della svedese Boliden, proprietaria della miniera di Aznalcóllar, Spagna, e protagonista di uno dei più grandi disastri ambientali dell'industria mineraria degli ultimi 50 anni. 

Era il 1998 quando la rottura del bacino della miniera portò allo sversamento di sei milioni di metri cubi di fanghi tossici nel vicino fiume, uccidendo migliaia di pesci e contaminando migliaia di ettari di terreno. 

Il governo spagnolo non ha ricevuto da Boliden i 43 milioni di euro spesi per la bonifica, ma la società svedese continua a raccogliere denaro dai contribuenti europei: 2,7 milioni di euro per il suo ruolo in otto progetti Horizon, molti dei quali mirano a "ridurre al minimo l'impatto ambientale delle operazioni minerarie”. 

Ma attacchi all'ambiente da parte di aziende sussidiate dall’UE non si sono verificati solo in Europa. 

La svedese Boliden è stata accusata di aver esportato rifiuti minerari in Cile danneggiando la salute delle comunità locali. 

La francese Eramet, che ha ricevuto 1,9 milioni di euro per quattro progetti Horizon, è accusata di aver distrutto le terre delle comunità indigene in Indonesia interessate dallo sviluppo di Weda Bay, la più grande miniera di nichel del mondo. 

La britannica Anglo American, che ha ricevuto poco più di 200.000 euro per un progetto Horizon, sta affrontando azioni legali per il presunto avvelenamento di massa dei bambini in Zambia, oltre a varie accuse di inquinamento in Brasile. 
Miniera di nichel in Indonesia. La società francese Eramet è stata accusata di illeciti per i suoi progetti nel Paese.Shutterstock

Ma l’analisi di IE riserva altre sorprese. Sebbene l'UE sostenga la necessità di ridurre la dipendenza da Cina e Russia, ciò non ha impedito che il denaro pubblico di Horizon finisse in mani cinesi o russe. O in società con sede in paradisi fiscali, come nel caso della Lancaster Exploration Limited, società specializzata nell'esplorazione di terre rare in Africa. 

Lancaster ha ricevuto più di 168.000 euro di fondi Horizon, finiti dritti nelle Isole Vergini britanniche, uno dei paradisi fiscali più famigerati al mondo e sede della società. 

La Soil Machine Dynamics, azienda britannica leader nella robotica subacquea, ha invece ricevuto 3,53 milioni di euro per un progetto Horizon. Ma cinque giorni dopo l’inizio del progetto, l’azienda britannica è stata acquisita da una società il cui azionista di maggioranza è lo Stato cinese. 

Infine, l’azienda irlandese Aughinish Alumina, specializzata nella raffinazione della bauxite utilizzata per la produzione di alluminio, ha ricevuto 563.500 euro dall’UE. E questo nonostante l’azienda sia dal 2007 di proprietà di Rusal, gruppo russo di cui uno degli azionisti principali è Oleg Deripaska, oligarca il cui nome figura nell'elenco delle sanzioni dell’UE


Il progetto Horizon in cifre

Hotizon Programme money - ITALIAN


Questo articolo è stato pubblicato anche in versione cartacea e online sul nostro media partner italiano Il Fatto Quotidiano il 30 ottobre 2023.

Grafici a cura di: Marta Portocarrero

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