Orpea ancora in affari con una sospetta holding lussemburghese sotto indagine giudiziaria

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Maxence Peigné
Maxence Peigné
Leïla Miñano
Leïla Miñano
21 settembre 2023
Il gigante francese delle case di cura, già al centro di scandali, si trova adesso ad affrontare nuove spinose questioni sui suoi affari con Lipany, un'entità poco conosciuta che si sospetta essere stata un "veicolo di riciclaggio di denaro e corruzione" controllato da ex dirigenti di Orpea.
Orpea, il più grande operatore di case di riposo d’Europa, ha continuato a fare affari con una società su cui gravano sospetti di illeciti finanziari, dopo che l'anno scorso Investigate Europe aveva rivelato che Lipany, un'oscura holding lussemburghese gestita da ex dirigenti di Orpea, aveva accumulato un patrimonio di quasi 100 milioni di euro.  
 
I procuratori francesi hanno ora avviato un'inchiesta. Si tratta dell'ultima investigazione sugli affari della multinazionale parigina, che è anche sotto indagine per i presunti maltrattamenti dei residenti nelle case di cura e per l'uso improprio di fondi pubblici.
 
Nuove rivelazioni di Investigate Europe mostrano che, sebbene Orpea abbia presentato una denuncia alle autorità francesi citando Lipany nell'aprile 2022, le due società hanno continuato a concludere altri finanziamenti e transazioni immobiliari. 
 
Nel luglio 2022, Orpea ha infatti garantito nuovi fondi a Lipany quasi senza interessi, in uno scenario che ha coinvolto l'ex direttore finanziario del gruppo, ufficialmente licenziato due mesi prima. Nel 2023, il gigante delle case di cura ha anche acquistato diverse proprietà francesi dal suo partner lussemburghese per una somma non rivelata, oltre ad affidargli la supervisione di due strutture in Italia.
 
Fondata nel 2007, Lipany appartiene a Roberto Tribuno, un commercialista 60enne, amministratore delegato di Orpea Italia, sussidiaria del gruppo francese, fino al 2017. Sebbene in teoria sia indipendente dall'operatore di case di cura, Lipany è stata in grado di accumulare quote in strutture del gruppo Orpea in Italia e Francia e, in misura minore in Germania, oltre a investimenti in Belgio. Sébastien Mesnard, ex direttore finanziario di Orpea, ha aiutato a organizzare queste operazioni. In seguito alle rivelazioni, Orpea ha perso il 19% del suo valore di mercato e ha annunciato il licenziamento di Mesnard.

Orpea, che gestisce 1.000 strutture mediche in tutto il mondo, è al centro di uno scandalo, da quando, nel gennaio 2022, è stato pubblicato "Les Fossoyeurs”(“I Becchini”), un libro che descrive l'abuso sistematico sui pazienti all'interno delle case del gruppo. L'autore, il giornalista Victor Castanet, ha accusato l'azienda di maltrattare i suoi 260.000 ospiti malati o anziani, in particolare razionando cibo e prodotti per l'igiene. Le denunce hanno fatto precipitare le azioni di Orpea, mentre si moltiplicavano le lamentele delle famiglie colpite. Le autorità francesi stanno ora verificando se i maltrattamenti istituzionali facessero parte del modello di business di Orpea.

Orpea ha rifiutato di commentare le ultime operazioni di Lipany. "Le questioni sollevate potrebbero rientrare nell'ambito di indagini passate, attuali o future", ha dichiarato un portavoce, aggiungendo che in passato il gruppo ha presentato alle autorità una denuncia per negligenza interna che ha portato i giudici ad aprire un'indagine nel giugno 2023 per violazione della fiducia, frode, abuso di beni aziendali, riciclaggio di denaro e corruzione. 

Mesnard e Yves Le Masne, ex amministratore delegato di Orpea, sono stati arrestati dalla polizia nell'ambito del procedimento. Sembra che i due siano ancora in custodia.

"È estremamente raro che i colletti bianchi sospettati vengano arrestati", ha dichiarato una fonte vicina all'inchiesta. Il ruolo di Mesnard in Lipany è centrale nell'indagine. "La società potrebbe essere stata utilizzata come veicolo di riciclaggio di denaro e corruzione", ha aggiunto la fonte. "Orpea potrebbe ancora essere ostaggio dei suoi investimenti condivisi con Lipany, essendo i loro legami commerciali difficili da spezzare". Gli avvocati di Mesnard non hanno risposto alle richieste di commento.

Mentre gli investigatori stanno esaminando le attività di Lipany fino alla denuncia di Orpea dell'aprile 2022, IE è in grado di riportare altre operazioni discutibili avvenute successivamente. 

Secondo i documenti societari, il 5 luglio 2022, Casamia International, una filiale italiana di Orpea, ha aumentato la sua linea di credito a Lipany a 150 milioni di euro, con un interesse nominale dello 0,1%. Il limite precedente non è stato reso noto, ma al 31 dicembre 2021 erano già stati utilizzati 82 milioni di euro dalla linea di credito esistente. L'anno successivo non è stato utilizzato altro denaro e Orpea non ha voluto dire se è stato prestato del denaro nel 2023. Attraverso Casamia International, il gruppo è un creditore storico di Lipany, con prestiti per decine di milioni di euro registrati in conti lussemburghesi e italiani dal 2017.

Sebbene Mesnard sia stato licenziato da Orpea due mesi prima, è rimasto presidente di Casamia International fino al 6 luglio, un giorno dopo la firma dell'atto che offre ulteriori finanziamenti a Lipany. Poche settimane prima aveva presieduto un'assemblea ordinaria di Casamia International.
A luglio 2022 Casamia International, una filiale italiana di Orpea, ha aumentato la sua linea di credito a Lipany a 150 milioni di euro.

Nello stesso momento in cui Orpea ha impegnato più denaro a Lipany, ha anche cancellato i bonus di partecipazione agli utili dei suoi dipendenti. "I direttori del gruppo ci hanno spiegato che dovevano restituire allo Stato 55 milioni di euro [di fondi pubblici utilizzati in modo improprio] a causa delle loro truffe e che non c'erano più soldi per noi", ha dichiarato Kéline Sivadier, rappresentante del sindacato dei lavoratori. "Siamo molto arrabbiati per queste nuove rivelazioni".

Sebbene Laurent Guillot, il nuovo capo di Orpea, abbia promesso "tolleranza zero" dopo il suo insediamento il 1° luglio 2022, Orpea e Lipany hanno continuato i loro scambi immobiliari fino al 2023. Il 29 marzo, il gruppo ha acquisito RSS Seniors+ e le sue partecipazioni in 13 case di riposo francesi di cui Orpea era precedentemente socio di minoranza. Tuttavia, il prezzo di vendita o i legami con Lipany non sono stati resi noti nei documenti annuali.

In Italia, in primavera sono state inaugurate due strutture costruite con fondi Orpea con il marchio "Comfortcura", la rete di case di cura di proprietà di Lipany. Con sede a Milano e vicino a Venezia, appartengono a Rodevita, una società lussemburghese, detenuta al 45% dal gruppo e al 55% da Roberto Tribuno. Nel 2018 Orpea ha concesso a Rodevita un prestito senza interessi di 20 milioni di euro, con l'approvazione di Sébastien Mesnard.

Sebbene Sébastien Mesnard sia stato sostituito come responsabile delle strutture italiane di Orpea, i dati del registro delle imprese italiano indicano che continua a far parte del consiglio di amministrazione di due società controllate da Lipany, in cui il gruppo detiene una quota, legate a una casa di cura a Genova.

Lipany e il suo proprietario, d’altro canto, non sono stati tagliati fuori da Orpea, anche se figurano nella sua denuncia per uso improprio di beni aziendali. Secondo il registro delle imprese italiano, Roberto Tribuno figura ancora come amministratore di diverse società di proprietà congiunta di Lipany e Orpea. È anche iscritto come membro del consiglio di amministrazione di tre società controllate dal gruppo Orpea, tra cui Casamia International e la sua holding diretta, LTC Invest.


Il rapporto di Tribuno con queste due società è molto stretto. Lipany per prima ha menzionato un prestito senza interessi di 40 milioni di euro da parte di Casamia International nei suoi conti del 2017. Nel dicembre dello stesso anno, Lipany ha addirittura acquistato Casamia International da LTC Invest, per poi rivenderla dodici mesi dopo allo stesso prezzo. Ogni volta, la transazione è avvenuta pochi giorni prima della chiusura dei conti annuali.  

Dal 2009 al 2018, Lipany e Orpea si sono scambiati 14 società italiane legate alle case di cura, alcune delle quali sono andate avanti e indietro più volte. Da quando lo scandalo Orpea è scoppiato l'anno scorso, la dirigenza si è affrettata ad accusare una manciata di ex dirigenti. "Gli azionisti sono stati derubati, così come è stata derubata la società", ha insistito Guillot all'inizio dell'anno. "Sono stati vittime della direzione precedente". 

L'operazione "mani pulite" ha recentemente subito un'accelerazione, poiché l'azienda sta per essere parzialmente nazionalizzata. A febbraio lo Stato francese ha deciso di erogare 605 milioni di euro a Orpea entro la fine dell'anno, in cambio di una quota di maggioranza dell'impresa, afflitta dai debiti.  

Se in Francia sono già iniziati i guai giudiziari per Sébastien Mesnard, la situazione di Roberto Tribuno sembra relativamente più serena. Nel marzo 2023 è stato prosciolto dalle accuse di frode e appropriazione indebita in una casa di riposo di proprietà di Lipany in Liguria. I giudici italiani hanno stabilito che i documenti di accertamento, relativi a oltre 260.000 euro di fondi pubblici utilizzati in modo improprio, sono stati presentati troppo tardi. 

Nel corso dell'anno, Tribuno ha riorganizzato alcuni dei suoi investimenti, aggiungendo un nuovo livello di opacità alla sua struttura aziendale. Da luglio, le sue filiali italiane sono ora quasi tutte affiliate a due nuove società lussemburghesi create da Lipany: Turbie SA e Simplon SA. Di conseguenza, il nome di Lipany non è più visibile come azionista diretto di Orpea in Italia. Tribuno non ha risposto alle richieste di commento.

Anche Orpea sta valutando un cambio di nome per fare tabula rasa. "Succederà sicuramente quando saremo pronti", ha detto l'amministratore delegato Laurent Guillot alla TV francese quest'estate, "per rendere la nostra evoluzione una realtà". Ma i procedimenti giudiziari non si placano. Le famiglie dei residenti hanno presentato così tante denunce di maltrattamento contro l'azienda che la direzione non è riuscita a stabilirne il numero esatto nell'ultimo rapporto annuale.

Aggiornamento del 26 settembre 2023: nonostante i tentativi di IE di ottenere commenti da Roberto Tribuno, quest'ultimo ha inviato una risposta ufficiale solo dopo la pubblicazione di questo articolo, dichiarando che: "Il rinnovo della linea di credito con il Gruppo Orpea è stato un mero atto formale e amministrativo senza alcun effetto sulla posizione di credito/debito (...) Non sono stato contattato né interrogato dalle autorità francesi o italiane". Collaboratore: Lorenzo Buzzoni Grafiche: Marta Portocarrero

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