20 giugno 2024

Basta spreco: una porta sull'ecosostenibilità

Investigate Europe
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"Basta spreco: una porta sull'ecosostenibilità" è un podcast di Radio Porta-MI con te, il radio magazine dell'IP Carlo Porta di Milano, creato per "Il diritto alla buona informazione a scuola", un progetto di Investigate Europe Italia e Fondazione Diritti Umani ETS, con il contributo di Fondazione Cariplo.
L’idea di questa inchiesta è nata dalla riflessione di uno dei ragazzi del gruppo radio-magazine Porta-Mi con te: Lollo, passando in bicicletta per andare a scuola la mattina, inevitabilmente si è trovato davanti il mercato della zona Bonola nel momento della sistemazione delle bancarelle. Tornando a casa dopo scuola e passando nuovamente in bici ha osservato come la chiusura del mercato portasse allo spreco di cibi ancora edibili.

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Il gruppo radio dell'Istituto Professionale Carlo Porta al lavoro


Tutti i testi e gli audio sono stati creati dalla redazione di Radio Porta-MI con te, il radio magazine degli studenti dell'IP Carlo Porta di Milano

Le voci narranti sono:
Michela Femiani, Marco Pappacena, Alessandro Radogna, William Savasta, Chiara Sala e Samuele Pignatiello con l’aiuto della professoressa Clara Artale.

La redazione, a.s. 2023/24:
Matteo Alimagno, Matteo Ceschiat, Luigi Capolecchia, Davide Dammicco, Lorenzo Della Corte, Viola Di Filippo, Michela Femiani, Leonardo Fregata, Francesca Panarese, Samuele Sathra Pignatello, Martino Puricelli, Alessandro Radogna, Chiara Sala, William Savasta, Sofia Superchi, Greta Valeo, Jenny Zheng.

Disegno di: Michela Femiani
Cos'è lo spreco alimentare

Per spreco alimentare si intende il fenomeno della perdita di cibo ancora commestibile che si registra lungo tutta la catena di produzione e di consumo del cibo.

Si stima che annualmente un terzo di tutto il cibo prodotto per il consumo dell'uomo vada sprecato. Soprattutto nei paesi ricchi, una grande parte di cibo ancora buono viene sprecato direttamente dai consumatori.

Un'altra grandissima parte del cibo si spreca durante tutto il processo di produzione degli alimenti: dalla produzione agricola alla lavorazione, alla vendita e alla conservazione del cibo.
Nei paesi in via di sviluppo, infatti, lo spreco alimentare domestico è quasi nullo, invece la maggior parte del cibo viene sprecato durante le fasi intermedie di produzione o per problemi di conservazione. Secondo le stime dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) in media una persona che vive in Europa o in America del Nord spreca intorno ai 95–115 kg all'anno, mentre nell'Africa subsahariana intorno ai 6–11 kg all'anno 35% animale 20% vegetale.

In termini di impatto ambientale si tratta di un problema enorme. Le perdite di cibo e lo spreco alimentare rappresentano un importante spreco di risorse usate per la produzione (l'energia, l'acqua e la terra). 
Produrre cibo che non sarà consumato porta a sprechi non necessari di fonti fossili, utilizzate al fine di coltivare, spostare, processare il cibo, insieme al metano prodotto dalla digestione anaerobica che si ha quando i rifiuti alimentari vengono buttati in discarica. Queste emissioni contribuiscono in maniera cruciale al cambiamento climatico. Oltre alle emissioni, lo spreco di cibo è responsabile di una deforestazione sempre maggiore che porta a una enorme perdita in termini di biodiversità.
Esistono numerose possibilità di riduzione dello spreco alimentare, soluzioni e miglioramenti di tutta la catena di produzione e consumo del cibo. Dall'investire nelle infrastrutture per la conservazione post raccolta, all'aumentare la coscienza e la sensibilità dei consumatori. Il cibo che sta per essere sprecato ad esempio può essere indirizzato ad associazioni a sfondo benefico che lo possono distribuire a chi ne ha bisogno. Nel caso di cibo non più adatto al consumo umano si potrebbe pensare a un utilizzo alternativo dello stesso, come nutrimento per il bestiame o per la produzione di mangimi per gli animali. Non coltivare cibo che verrebbe successivamente sprecato resta comunque la soluzione migliore.

Negli ultimi anni il movimento contro lo spreco alimentare e la coscienza generale riguardo a questo problema si sono diffusi grazie alle tante associazioni ambientaliste e culinarie che hanno portato avanti campagne di sensibilizzazione e progetti per ridurre lo spreco. 
Come è stata svolta l'inchiesta

Il gruppo Radio-Magazine si è occupato di condurre l’inchiesta; infatti, gli studenti hanno intervistato i commercianti ambulanti del mercato che si tiene presso la zona Bonola. Fine dell’inchiesta è quello di ricostruire la catena dello spreco alimentare partendo da una zona accanto alla scuola Carlo Porta, così da poter dimostrare come lo spreco sia un fenomeno che riguarda tutti e tocca da vicino. 

I primi di marzo alcuni studenti sono andati al mercato zona Bonola per ascoltare le testimonianze degli ambulanti. Hanno raccolto i dati utili all’inchiesta, registrando i suoni del mercato e parte delle interviste che sono servite per la produzione del podcast. Raccolti i dati, gli studenti hanno lavorato all’inchiesta e scritto il testo conclusivo che sarà oggetto del podcast.

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