“Non importava a nessuno”: ispettori di RSA parlano di cosa hanno visto

In tutta Europa esistono organi di controllo che hanno il compito di assicurarsi che le RSA rispettino certi standard minimi. Questo significa ispezionare i locali e controllare le condizioni di vita e la qualità dell’assistenza data agli anziani e ai malati. Nel corso dell’inchiesta sul settore dell’assistenza agli anziani for profit in Europa, i nostri giornalisti hanno parlato con diversi ispettori degli organi competenti. Nonostante ci siano differenze a seconda della zona, alcuni punti sono comuni per tutti: le autorità regolatrici sono sotto organico, gli operatori lavorano troppo e, a volte, la qualità delle cure è discutibile. Questo è ciò che tre di loro hanno raccontato.

*Estratti delle nostre interviste. Alcune fonti hanno chiesto di rimanere anonime.


Giuseppe Greco, Italia

Giuseppe Greco è il Presidente della Commissione di vigilanza della ASL di Torino 3. In Italia, così come in Germania, le RSA dovrebbero essere ispezionate almeno una volta all’anno. Ma Greco dice che ciò non è fattibile.

“Ci viene chiesto di garantire che il 100% delle strutture venga controllato una volta all’anno. Ma come si fa: sono responsabile di 400 case di cura, solo con due segretarie, il che significa che dovrei controllarne due al giorno durante un anno, e sono anche responsabile del controllo delle nuove strutture che stanno aprendo. Pensa che sia possibile?”

Grazie al DGR 27 però (una legge regionale promulgata a dicembre 2020), ora le autorità sanitarie locali devono presentare dei piani per migliorare i controlli, permettendo loro di assumere dieci medici che parteciperanno alle ispezioni. Ciò rende Greco ottimista.

“Spero di avere con me a tempo pieno almeno un medico specializzato in igiene, insieme a due responsabili. Dovremmo essere in quattro (al momento siamo in due) e a noi dovrebbero aggiungersi i diversi specialisti a seconda delle necessità ma anche della loro disponibilità.


Ex ispettore di case di riposo (anonimo), Germania

In Germania il controllo delle case di riposo è di competenza statale. Le case di riposo dovrebbero essere ispezionate una volta all’anno da un team composto da operatori sanitari qualificati, inclusi medici, infermieri e igienisti. Uno degli scopi di questi controlli senza preavviso è di verificare la qualità delle cure che vengono fornite. L’ispettore con cui abbiamo parlato in passato ha lavorato per l’autorità di controllo per case di riposo della Baviera e ha dato le dimissioni perché la situazione era troppo frustrante.

Le ispezioni avrebbero dovuto svolgersi una volta al mese.

“Avevamo molte case di riposo nella nostra area. Se conoscevamo bene una casa di riposo, rimandavamo l’ispezione. Quindi invece di esserci 12 mesi tra un controllo e l’altro, ne passavano anche 15 o 18. Le peggiori le andavamo a visitare una volta all’anno. Ma non siamo riusciti ad andarci più spesso di così”.

Non c’erano miglioramenti ai controlli successivi.

“Abbiamo sempre fatto i controlli a seguito di lamentele ma spesso non riuscivamo a fare un secondo controllo di verifica. Davamo per scontato che i difetti venissero corretti. Poi quando tornavamo l’anno dopo tutto era rimasto come prima”.

La qualità delle cure cambiava da struttura a struttura.

“Più grande era il gestore, peggio erano gestite le case di riposo. Più piccola la casa di riposo, migliore e più piacevole era la vita dei residenti”.

La motivazione del personale era un problema frequente.

“Gli infermieri devono essere motivati. Più grande era l’azienda o la casa di riposo, meno alla gente importava qualcosa di quello che stava facendo. Ho sempre pensato: allora dovrebbero andare in fabbrica a lavorare con gli scatoloni, non con le persone. Se lavoro con le persone, devo volerlo fare. Devo trattarle nel modo in cui vorrei essere trattata io”.

L’intervistata non lavora più nel settore dell’ispezione delle case di riposo. Quando le abbiamo chiesto perché, ha risposto così:

“Penso che gli anziani non meritino di essere trattati così. Nessuno merita di esser trattato così. Quello che ho visto, le carenze che ho riscontrato, mi hanno spezzato il cuore. E poi l’anno dopo era ancora tutto uguale. E non importava a nessuno. Se ne sono fregati tutti”.


Ex ispettore di case di riposo, Francia

L’intervistato è un membro del sindacato nazionale francese Confédération Générale du Travail (CGT). Fino al 2017 ha lavorato come ispettore di case di riposo a Hauts-de-Seine, il dipartimento più ricco della Francia di cui fa parte la periferia ovest di Parigi. In Francia le ispezioni vengono effettuate da agenzie sanitarie locali pubbliche (ARS). Oggi l’intervistato si occupa di coordinare gli ispettori a nome del suo sindacato.


Sciopero di operatori socio-sanitari (OSS) e membri del sindacato CGT all’esterno di una casa di riposo gestita da Korian. Aprile 2021, Parigi. Credit: Axelle de Russé

“Siamo chiari, c’è sempre stata una carenza di personale per la gestione delle case di riposo, e il numero delle strutture non è diminuito. Le necessità ci sono, dobbiamo prenderci cura dei nostri anziani. Dall’altra parte però lo staff dell’ARS è diminuito del 16% in dieci anni. Ci sono sempre meno persone ma le necessità del settore sono sempre di più”.

Per esempio, nel 2010 nella regione dell’Ile de France c’erano cento ispettori. Oggi sono settanta, anche se il numero delle case di riposo è aumentato.

Dal 2018 le case di riposo francesi non hanno più obiettivi da rispettare a livello nazionale. Questo problema non è più una priorità dello Stato. Se le misure sono prese a livello regionale, non c’è più uniformità nel Paese.

“Le ispezioni che siamo riusciti a effettuare mostrano che spesso lo staff delle case di riposo private è meno qualificato. Abbiamo notato che gli OSS delle case di riposo molte volte venivano pagati meno che in altri istituti. Si risparmiava sul personale, sulla formazione e spesso abbiamo visto che gli OSS non avevano una formazione professionale aggiornata. Le aziende che gestiscono le case di riposo non hanno i nostri stessi obiettivi: devono trarre un profitto. Avere come obiettivo profitti più alti ha delle ricadute sulle risorse umane, messe sotto una pressione crescente”.