Fine corsa. Lo stato di abbandono delle ferrovie europee

Credit: Alexia Barakou

“Dalla strada al binario” è da decenni il mantra delle autorità in tutta Europa. I pacchetti per le ferrovie dell’UE sono, dal 2001, progettati per aumentare la concorrenza, per connettere diverse ferrovie nazionali in modo da renderle un insieme coerente e per trasportare sempre più merci e più passeggeri in treno.

Ma niente di tutto ciò si è avverato. Meno del 20% delle merci è trasportata sui binari. Solo una piccolissima parte dei viaggi internazionali è fatta in treno. È più difficile viaggiare in treno per attraversare l’Europa oggi rispetto a prima delle riforme. Non solo, c’è sempre più necessità di un vero cambiamento: i trasporti sono uno dei principali fattori che contribuiscono all’emissione di gas serra. La neutralità climatica, che tutta l’UE vorrebbe ottenere entro il 2050, sarà impossibile da raggiungere senza che ci sia un cambiamento radicale.

Investigate Europe ha guardato allo stato attuale delle ferrovie europee e ha cercato di capire i motivi per cui tutti i progetti e le dichiarazioni non si sono trasformate in realtà. Chi sta bloccando il più sostenibile ed ecologico dei mezzi di trasporto per persone e beni? Dove sono finiti i soldi se non li hanno avuti le ferrovie? Chi ci guadagna da questa situazione? Cosa viene fatto per far deviare i treni su binari migliori di così?


Di: Alexia Barakou e Reporters United

Cosa abbiamo scoperto:

  • Abbiamo fatto un’analisi dei dati e abbiamo scoperto che gli Stati UE investono molto di più nelle strade che nelle ferrovie.
  • Negli ultimi 20 anni sono stati dismessi 6.000 km di ferrovia.
  • I Paesi UE hanno adottato varie misure per creare un mercato comune del trasporto ferroviario, il che dovrebbe rendere i diversi sistemi ferroviari europei interoperativi tra loro. Ma, a conti fatti, le imprese ferroviarie nazionali isolano i propri mercati al posto di offrire connessioni da un Paese all’altro.
  • Investigate Europe ha scoperto molti esempi di patti di “non aggressione” tra aziende nazionali di Stati diversi stipulati per evitare la concorrenza.
  • Ancora oggi non esiste un sistema unico europeo di segnaletica e di controllo.
  • Le imprese nazionali commissionano treni che possono essere usati solo sulle reti del proprio Paese.
  • Gli Stati stanno persino emanando delle norme per proteggere i propri mercati. Per esempio, in vari Stati UE i macchinisti devono saper parlare la lingua locale per avere il permesso di lavorare.
  • Ad oggi, non c’è modo di controllare gli orari e acquistare i biglietti su un unico sito per un viaggio che attraversa diversi Paesi. C’è stata un’iniziativa UE per ovviare a questo problema ma la norma è stata sistematicamente bloccata dai governi di Francia e Germania al Consiglio dell’UE.
  • I treni notturni sono stati ridotti e ora sarà difficile ridare vita al sistema.
  • Invece di utilizzare i fondi per progetti che portano miglioramenti veloci e importanti, gli Stati UE stanno investendo miliardi in corridoi su larga scala ma inefficienti, il che è stato criticato duramente dalla Corte dei conti europea. Allo stesso tempo, ci sono iniziative dal basso che si mobilitano contro la costruzione di nuove linee.
  • La mancanza di connessione ha portato a risultati assurdi: per percorrere i 600 km che separano Lisbona da Madrid, i passeggeri devono cambiare tre treni e viaggiare per circa undici ore. Lisbona-Madrid è una delle tratte aeree più affollate d’Europa.
  • Nel continente solo otto viaggi su cento sono via treno. I dati Eurostat mostrano che i viaggi internazionali in treno sono quasi completamente irrilevanti.

Scopri di più su questa indagine leggendo i contenuti esclusivi del nostro sito e gli articoli pubblicati sui nostri media partner. Questa inchiesta è tuttora in corso, la lista verrà aggiornata costantemente.

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